31 Marzo 2019 - Firenze

CORTEO NAZIONALE PER LORENZO "TEKOSER" ORSO

L'Unione Sindacale Italiana aderisce al corteo che si terrà domenica 31 Marzo a Firenze, in occasione della giornata nazionale in memoria di Lorenzo Orso.

La segreteria nazionale e la commissione esecutiva hanno deciso di non emettere un comunicato, ma bensì una breve lettera (riportata a fine articolo) che ieri è stata inviato alla famiglia, agli amici e ai compagni di Lorenzo.

Il corteo partirà da Piazza Leopoldo, quartiere di Lorenzo, alle ore 15:00 di Domenica.
(da: Stazione Centrale Fi prendere tramvia direzione Careggi e scendere alla fermata Leopoldo - da: Stazione Rifredi andare verso piazza Dalmazia e prendere tramvia direzione Costanza)
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28 marzo 2019 - Careggi

CONVOCAZIONE PRESIDIO DI PROTESTA E INFORMATIVO A CAREGGI

A seguito della conferenza stampa fatta dalla direzione aziendale e dal sindacato C.G.I.L. in merito al rinnovo del contratto integrativo aziendale, dove viene data una versione del tutto personalizzata e per quanto ci riguarda distorta dalla realtà, le organizzazioni sindacali C.O.B.A.S, U.S.I, U.S.B, U.I.L, NURSING UP, C.U.B. e altri componenti individuali della Rappresentanza Sindacale Unitaria
 
convocano un presidio di protesta e informativo con conferenza stampa, il giorno 28 marzo 2019 dalle ore 10:00 alle ore 15:00 sotto il Nuovo Ingresso Careggi (Largo Brambilla, Firenze).
 
11.03.2019 - U.S.I. Sanità Careggi (Fi) - CAREGGI: FIRMATO IL CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE

U.S.I. Sanità ospedali San Paolo e San Carlo - Milano

PER FERMARE LA SPECULAZIONE AL SAN PAOLO E SAN CARLO

 

Come già a conoscenza per i comunicati usciti, per l’intervista di Pino Petita e Gianni Santinelli pubblicata nel n. 137 di Lotta di Classe e da ultimo la comunicazione della Segretaria Nazionale di USI Sanità, la Regione Lombardia sta attuando una delibera che prevede la chiusura degli ospedali del San Paolo e San Carlo con l’ipotesi i costruirne uno più ridotto (circa 200 posti letto in meno), in una zona precedentemente destinata a verde vicino a Bucinasco. Per raggiungere questo obbiettivo si impedisce la ristrutturazione necessaria ai due ospedali, al fine di dimostrare che non sono più capaci di garantire un buon funzionamento, mentre ci sono 90milini di euro stanziati per la ristrutturazione che non vengono utilizzati. In prima linea in questa battaglia per dimostrare l’assurdità di tale prospettiva si stanno impegnando le sezioni USI dei due ospedali, denunciando uno spreco inutile di denaro pubblico - si parla di 500 milioni di euro il costo del nuovo ospedale - con la mira evidente di far subentrare gl’interessi dei privati, che nella sanità pubblica lombarda hanno trovato la gallina dalle uova d’oro. Attorno alla presenza sindacale delle due nostre sezioni si è creato un Comitato allargato a tutta la  cittadinanza per contrastare questa grave manovra speculativa e a difesa della sanità pubblica, efficiente e gratuita.

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Chi ha paura della Unione Sindacale Italiana?

STATO DI AGITAZIONE NEGLI OSPEDALI MILANESI

È ormai un po’ di tempo che, in particolare nelle strutture ospedaliere di San Paolo e San Carlo unificate dalla riforma della Regione Lombardia in un’unica ASST, è iniziata una “caccia alle streghe” da parte di variestrutture sindacali confederali e autonome, il cui bersaglio principale sembra essere proprio la presenza sindacale di USI Sanità.Gli attori di tale prodezze, per entrare più nel merito, sono le segreterie provinciali di Cisl, Uil, Fials, Fsi e Nursig. UP. Il pretesto sarebbe una clausola sottoscritta nella stipula del contratto nazionale della sanità, come fa notare Gianni Santinelli delegato USI del San Carlo, con cui si escluderebbe le organizzazioni sindacali non firmatarie del contratto, dai tavoli delle trattative. Una clausola che finora non era stata presa in considerazione e che all’improvviso con forza vien rivendicata, nel chiaro intento di consolidare i privilegi di cui godono già i confederali e “compagnie cantanti” della costellazione dei sindacati autonomi.

Naturalmente la nuova Direzione Aziendale, da poco nominata, che fa capo alle due strutture ospedaliere unificate, ha subito preso la palla al balzo nel concordare con tali posizioni di esclusione dal tavolo delle trattative dei sindacati non firmatari. Una tempestività notevole da parte di queste burocrazie sindacali esterne, in perfetta convergenza con l’attacco proveniente dal governo giallo-verde che, con l’applicazione del decreto Salvini, punisce pesantemente le principali forme di lotta dei lavoratori e lavoratrici, imponendo regole che sterilizzano le loro proteste rivendicative – e gli effetti repressivi con cariche e denunce sono purtroppo palesi. La Cgil che si è sottratta a tale comportamento è stata attaccata, dai compari di merende, con comunicati e volantini per non essersi allineata alla “santa alleanza”.

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