USI-CIT Milano solidale con i popoli in rivolta

Manifestazione in solidarietà con il popolo curdo

Sabato pomeriggio 26 ottobre si è svolto il preannunciato corteo in solidarietà con il popolo curdo, nel Rojava, sotto il pesante attacco da parte del governo turco.

La manifestazione era organizzata dalla Comunità curda, dai centri sociali e dai sindacati di base,  delle realtà del nord Italia.

La manifestazione è partita dalla zona di Palestro (MM) e ha attraversato le vie del centro per poi dirigersi verso il consolato turco in zona “Arco della Pace”. Il corteo era composto da diverse migliaia di partecipanti, gran parte giovani, con la presenza di molte bandiere e striscioni delle Comunità curde, era particolarmente comunicativo e rumoroso, con l’utilizzo anche di pentole, coperchi e altri attrezzi domestici, gridando slogan e interventi dagli autoparlanti di protesta contro Erdogan e di denuncia dell’ingiusta aggressione che sta subendo la popolazione curda. Erano presenti anche compagni anarchici e libertari con le loro bandiere e compagni dell’USI-CIT.

Quando il corteo è giunto nei pressi del consolato turco si è trovato un doppio sbarramento di transenne, ma soprattutto la strada bloccata dai blindati della polizia a protezione del consolato.

Mentre gli autoparlanti dei camion continuavano a gridare la loro protesta verso il despota Erdogan, venivano scaricate casse di frutta marcia pronte per il lancio. Ma quello che ha soprattutto prevalso da quel momento in poi e l’inizio dello scoppio di pesanti mortaletti, petardi, fumogeni, lancio di razzi e fuochi d’artificio tali da far tremare i vetri, lasciando sul terreno mucchi di quanto esploso. Non c’è stata nessuna carica. Evidentemente ci sono stati disposizioni da parte del governo di evitarle, per non aggiungere alla vergogna di continuare a mantenere rapporti con lo stato turco del despota Erdogan, la vergogna anche di aggredire chi legittimamente fa sentire la propria protesta.

 

Manifestazione in solidarietà con la popolazione del Cile

Nella serata di lunedì 28 ottobre si è svolta a Milano una manifestazione di protesta davanti al consolato cileno.

I motivi ovviamente sono l’ondata di repressione che si sta attuando in Cile che, per caratteristica di violenza contro chi protesta provocando vittime e l’uso della tortura, richiamano alla memoria il colpo di stato del 1973, quando furono aboliti tutti i diritti civili.

Per l’occasione è stato attivato un microfono aperto con tanti intervenuti che hanno fatto riferimento a quel triste periodo e diverse le testimonianze, anche da parte di cittadini cileni presenti e di altri paesi dell’America latina. Tutti hanno sottolineato la gravità della situazione e la necessità di solidarizzare con quella popolazione e con tutte quelle che si ribellano, diverse nell’America latina, alle condizioni di miseria e di pesanti repressioni. E’ stata anche ricordata tra gli applausi la resistenza del popolo mapuche.

Gli interventi di denuncia venivano intervallati da musiche (c’erano alcuni elementi della “banda degli ottoni”) e da canti (era presente anche una parte del “coro del Micene”) alcuni in lingua Latino Americano. E’ stata suonata e cantata anche “bella ciao” e “l’Internazionale”. La presenza è stata di circa 200 solidali che si sono trattenuti a lungo in quella postazione. Erano presenti anche compagni dell’USI.

Tutti gli interventi sono stati molto applauditi, meno quello che ha parlato a nome del PD che è stato fortemente contestato con l’accusa che nei cinque anni, in cui hanno governato, di essere stati collusi col le banche e avvallato le cattive imprese dei Benetton nell’America latina.

A tarda serata si è sciolta la manifestazione.

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