1 dicembre 2019 - USI-CIT Puglia

Cominciano a calare le braghe …

Ovvero sui fatti e sugli avvenimenti che portarono alla distruzione della Camera del lavoro Sindacale di Bari avvenuta nella notte tra il 7/8 agosto 1922 cominciano ad emergere le prime verità storiche già enunciate (nel 2013) in un opuscoletto edito dalla sezione pugliese dell’USI-AIT.

Qui di seguito la lettera che – come Segreteria USI-CIT Puglia – abbiamo inviato alla redazione locale del quotidiano La Repubblica.

 

In merito a questo episodio citato nel vostro articolo rammento che è stato approntato e diffuso in rete l’opuscolo – curato dalla sezione pugliese dell’USI-AIT – sugli avvenimenti che portarono (nella notte tra il 7/8 agosto 1922) alla distruzione della Camera del lavoro Sindacale (USI) di Bari operata dalle forze “congiunte” delle squadre fasciste capitanate da Caradonna ed un battaglione (con tanto di autoblindo e mitragliatrici) di bersaglieri. Sul sito nazionale dell’Unione Sindacale Italiana è possibile reperire il download per scaricare il file originale che è stato ristampato in forma cartacea pochi giorni fa (novembre 2019)

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Comunicato Usi Sanità Toscana

TURNI DI 12 ORE? NO GRAZIE!

 

Ci sono almeno sei motivi per dire NO ai turni di 12 ore in Sanità.

Sono un modo per non assumere e risparmiare sul personale.

Col turno di 12 ore aumentano la fatica ed il rischio di errore. La soluzione non è comprare un’assicurazione dai Confederali. Bisogna lavorare in sicurezza. Non 12 ore, quindi.

Bastano le assenze di qualche collega e il già pesante turno di 12 ore salta e diventa ancora peggio.

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30 Novembre 2019 - Milano

BOMBE FINESTRE MANGANELLI

P.ZZA FONTANA TRA REPRESSIONE E RESTAURAZIONE SOCIALE

 

CONVEGNO

a cinquant’anni dal 12 dicembre 1969 e dall’assassinio di Giuseppe Pinelli

 

Sabato 30 novembre 2019, ore 10,00 – 18,00

(pausa pranzo ore 13,00 – 14,00 al circolo stesso)

 

Presso il Circolo Familiare di Unità Proletaria in Viale Monza 140, Milano (MM linea 1 rossa, fermata Turro)

 

PROGRAMMA

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Usi-Cit Puglia - ILVA

ILVA il diritto alla sicurezza sul lavoro dei lavoratori ed il diritto alla salute dell'intera comunità tarantina e, più in generale, dell'area jonica pugliese interessata dal grave inquinamento atmosferico e delle falde acquifere viene prima del profitto e delle contingenze economiche di un paese come l'Italia che svende i diritti dei lavoratori (sicurezza sul lavoro e diritto alla salute) pur di garantire il mantenimento di una produzione altamente obsoleta e inquinante in nome di un principio astratto frutto del mito postsovietico dell'importanza strategica dell'industria pesante. Mito che coniugato in versione "sinistra radicale" assegna all'operaio metallurgico il ruolo guida nella "rivoluzione che verrà!!!
Doppiamente incongrua poi appare la posizione di quanti (a cominciare dalla CGIL di Landini e fino alla richiesta di nazionalizzazione formulata da Giorgio Cremaschi a nome di Potere al popolo) ne chiedono la continuità nel " rispetto" (Landini docet) dell'accordo farlocco perfezionato da Carlo Calenda con ArcelorMittal all'epoca in cui lo stesso Calenda era ministro del lavoro del governo Gentiloni.

A questo proposito ricordiamo e facciamo nostra le osservazioni e le proposte avanzate dal prof. Alessandro Marescotti che riportiamo nel link in allegato.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10157325890423141&id=790708140

USI-CIT Milano solidale con i popoli in rivolta

Manifestazione in solidarietà con il popolo curdo

Sabato pomeriggio 26 ottobre si è svolto il preannunciato corteo in solidarietà con il popolo curdo, nel Rojava, sotto il pesante attacco da parte del governo turco.

La manifestazione era organizzata dalla Comunità curda, dai centri sociali e dai sindacati di base,  delle realtà del nord Italia.

La manifestazione è partita dalla zona di Palestro (MM) e ha attraversato le vie del centro per poi dirigersi verso il consolato turco in zona “Arco della Pace”. Il corteo era composto da diverse migliaia di partecipanti, gran parte giovani, con la presenza di molte bandiere e striscioni delle Comunità curde, era particolarmente comunicativo e rumoroso, con l’utilizzo anche di pentole, coperchi e altri attrezzi domestici, gridando slogan e interventi dagli autoparlanti di protesta contro Erdogan e di denuncia dell’ingiusta aggressione che sta subendo la popolazione curda. Erano presenti anche compagni anarchici e libertari con le loro bandiere e compagni dell’USI-CIT.

Quando il corteo è giunto nei pressi del consolato turco si è trovato un doppio sbarramento di transenne, ma soprattutto la strada bloccata dai blindati della polizia a protezione del consolato.

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25 Ottobre 2019 - Milano

LA MANIFESTAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE A MILANO

Il 25 ottobre è stato il giorno dello Sciopero Generale indetto da USI – CIT , CUB, SGB, SI Cobas.

A Milano si è svolto un corteo che è partito da Largo Cairoli, piazza Castello, per andare ad attraversare i punti più significativi del centro, passando per piazza della Scala, per piazza Duomo, attraversare la via dove risiede la Confindustria, percorrere via Larga fino a terminare in piazza Fontana. Molte le categorie del lavoro rappresentate attraverso i vari striscioni, diversi i lavoratori della logistica presenti, seguiti dai Comitati per le case, dall’Unione Inquilini, dai precari, dalle aree sociali e di rappresentanze studentesche. C’era anche una delegazione numerosa da parte dei curdi, posizionati nelle prime posizioni, per meglio evidenziare l’importanza della solidarietà verso chi sta subendo un vergognoso attacco da parte del governo repressivo della Turchia di Erdogan.

Come USI-CIT abbiamo messo lo striscione dell’Unione Sindacale Italiana nella fiancata del Camion che apriva il corteo ed eravamo presenti nello spezzone rosso/nero con le nostre bandiere assieme ai compagni della Federazione Anarchica e di area libertaria. Abbiamo distribuito nel corteo e lungo il percorso un volantino della sezione Milanese che evidenziava le nostre ragioni  dello sciopero, veniva anche distribuito Lotta di Classe, il giornale dell’USI uscito proprio per questa occasione.

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Comunicato Segreteria Nazionale Usi-Cit

SOLIDALI COI POPOLI IN RIVOLTA

 

Da decenni assistiamo con poca sorpresa e molta rabbia all'implosione del sistema economico e politico mondiale. Che siano regimi teocratici o dittatoriali, che siano democrazie liberali o supposte tali, ovunque la storia, invece di essere "terminata", ripropone scenari di conflitto e repressione violenta. 

Negli ultimi mesi, uno degli epicentri della rivolta popolare sono i paesi latino-americani: in essi, lo scenario è il medesimo, qualunque sia il colore dei regimi in questione: crisi sociale mal gestita da chi governa; repressione spietata delle proteste; gruppi di pochi che, forti del potere economico e politico, si arricchiscono sfacciatamente.

Ovunque il denominatore comune è l'incapacità del sistema economico vigente liberista (sia nell'accezione liberale che in quella fintamente socialista, in realtà due -brutte- facce della stessa medaglia) di assicurare benessere alla popolazione, e la richiesta popolare di maggiore libertà. Ovunque, la risposta è la medesima: repressione durissima nelle piazze, privazione dei più  elementari diritti civili, carcere, morti.

 

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