Comunicato Usi-Parma - Usi/Educazione

CHI LAVORA AL CENTRO DI TUTTO

Dal 24 febbraio scuole e asili sono chiusi per l’emergenza Covid-19. Chi è dipendente pubblico, ha avuto giustamente tutto pagato senza tanti dubbi e problemi, non avendo responsabilità per la chiusura, per chi invece lavora nelle scuole ma è dipendente di cooperativa si è aperto un periodo di incertezza e mobilitazione. Il nostro problema, interessa tutti: siamo le maestre e le ausiliarie dei vostri figli negli asili, gli educatori che seguono ragazzi con varie problematicità.

Ci sono contratti che prevedono coperture in caso di eventi eccezionali, il nostro (pessimo) firmato dai sindacati confederali dopo quasi 8 anni di rinvio, no. Il nostro contratto invece sancisce che si lavori per un salario basso e che si è sempre più precari e con pochi diritti: se li reclamiamo, siamo “soci”, se invece vogliamo farci sentire nelle “nostre” coop, siamo lavoratori che disturbano. In compenso il nostro CCNL prevede, ad esempio, la legittimità di contratti individuali inferiori a 10 ore o le notti “passive”: stiamo sul lavoro ma non veniamo pagati. I nostri stipendi variano dai 700 ai 1200 euro mensili e non coprono tutto l’anno: d’estate spesso siamo a casa, senza stipendio.

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Sciopero 9 marzo 2020

PERCHE’ DELLA SOSPENSIONE DELLO SCIOPERO GENERALE DEL 9 MARZO

Di fronte alle posizioni emerse da NuDM, di rinunciare alla giornata di sciopero produttivo (non alle mobilitazioni espresse in varie forme nelle giornate dell’8 e 9 marzo) in seguito al divieto imposto dal governo, come Unione Sindacale Italiana (U.S.I.-C.I.T.) ritiriamo la proclamazione dello sciopero nella giornata del 9 marzo.

Confermiamo l’impegno del nostro sindacato a tutte quelle motivazioni che sono alla base dello sciopero stesso e la nostra partecipazione a tutte le iniziative e mobilitazioni che si terranno nelle giornate dell’8 e 9 marzo, per la rivendicazione di tutti i diritti delle donne, contro ogni forma di oppressione e di violenza di genere e contro ogni discriminazione nei confronti di tutti i soggetti che sfuggono alla rigida visione eteronormata della società.

Parteciperemo alle mobilitazioni in Italia e nelle varie parti del mondo dove è possibile attraverso la International Confederation of Labour (I.C.L-C.I.T.), associazione sindacale internazionale della quale siamo partecipi.

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Milano - Sciopero all'Istituto Sacra Famiglia

Una importante giornata di sciopero delle lavoratrici e lavoratori dell’Istituto della Sacra Famiglia

 

Dopo le assemblee infuocate dei giorni scorsi da parte dei dipendenti della Sacra Famiglia, i cortei interni contro i dirigenti aziendali, il presidio riuscito davanti ai cancelli dell’Istituto, è stata effettuata una giornata di sciopero il 19 febbraio, per dare una forte ed eloquente risposta alla Direzione Aziendale che in modo arbitrario e unilaterale ha imposto il passaggio dei propri dipendenti assunti con contratto Aris (circa 900) al contratto peggiorativo Uneba, con cui erano stati assunti i propri dipendenti dopo il 2008.

Uno sciopero molto partecipato e riuscito, sia nella sede centrale di Cesano Bosconi che nelle sedi della altre filiali. Riuscito malgrado l’Azienda abbia giocato sporco, applicando impropriamente in occasione delle sciopero, le regole previste del contratto Aris disdettato che prevedeva la presenza del 50% per i servizi essenziali, invece delle regole dell’Uneba che prevedono il 33%, imponendo la sostituzione dei comandati in malattia, cosa che l’Uneba non prevede. Ciò nonostante si sono create delle disfunzioni organizzative lamentate dall’Azienda che ha fatto un esposto al Prefetto.

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14 febbraio 2020 - SCIOPERO GENERALE della Scuola

LO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA E' SOLO L'INIZIO!

 

Quella del 14 febbraio è stata una giornata importante, che ha visto scendere in piazza, in diverse città, migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola, studenti e studentesse, educatrici ed educatori, con rivendicazioni comuni e uniti contro un governo capace solo di tagliare da una parte ed incrementare la precarietà e l’incertezza lavorativa dall’altra.

Lo Sciopero generale della scuola, proclamato da USI-Educazione, Cub Sur, Sgb, Adl Cobas e Sial Cobas (che ha esteso la proclamazione anche ai dipendenti privati operanti nella scuola, quindi educatori, addetti alle pulizie, ecc.), è frutto della volontà di autorganizzazione e lotta da parte delle lavoratrici e dei lavoratori precari/e della scuola, che hanno dato vita a Coordinamenti di precari autoconvocati in diverse città, in collegamento e collaborazione fra loro.

Il Coordinamento Precari Autoconvocati infatti, nato a Milano agli inizia di novembre, in pochi mesi ha visto crescere una rete orizzontale, composta da insegnanti ma non solo, che si è sviluppata su tutto il territorio nazionale, dalla Lombardia alla Sardegna, dalla Toscana alla Puglia, con obiettivi e metodologie comuni.

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Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova

"Bilancio" del CALP sul presidio a varco Etiopia di lunedì 17 contro la presenza nel porto di Genova della Bahri Yanbu.

 

Sono passati alcuni giorni dal presidio a Varco Etiopia contro l'arrivo della Bahri Yanbu e può essere il momento per alcune riflessioni e un abbozzo di bilancio.

Provando a districarsi nel grande meccanismo della guerra si corre il rischio di perdersi e di incrociare un'ipocrisia dopo l'altra. Di fronte a quest'enormità pare solitamente che non si possa fare nulla o che i gesti e le azioni rimangano di fatto inefficaci. A noi invece pare che quello che è successo negli ultimi mesi attorno alla lotta contro la Bahri sia importante e produca degli effetti reali: mentre conoscevamo conflitti semisconosciuti e luoghi dai nomi difficili abbiamo conosciuto altri compagni, vicini e lontani e che in qualche caso avevano cominciato questa battaglia ben prima di noi. Una dimostrazione della dimensione assunta è la variegata (e se consideriamo il giorno feriale e la pioggia, pure significativa) partecipazione al presidio di Lunedì 17: volevamo bloccare l'ingresso principale del porto e chi c'era è stato da subito disponibile a porsi su questo piano e il blocco è durato più di sette ore, in barba agli avanzamenti repressivi dei governi. Danni reali forse non molti, perché probabilmente le contromisure per la gestione del traffico portuale, deviato sui varchi secondari, erano state prese in anticipo. Ma comunque un segnale significativo.

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