Pensando (anche) al prossimo sciopero del 25 ottobre

IL SENSO DI CIO’ CHE FACCIAMO

Che viviamo tempi grami e difficili lo sappiamo.

Veniamo da un periodo che se è possibile ci ha fatto vedere tutto il peggio: diritti dei lavoratori sempre più attaccati (e non dobbiamo solo ringraziare le destre e i padroni, ma anche le cosiddette “sinistre” (?) coi loro sindacati conniventi); un consenso sempre più evidente per il fascismo, in una narrazione distorta e ignorante di ciò che fu in realtà; cementificazione continua; sfruttamento; sostanziale menefreghismo della più importante questione del momento –la crisi ambientale-, perché profitto e ambientalismo non possono andare d’accordo; massacri nell’indifferenza di centinaia di migliaia di persone (vedi in Kurdistan, in Siria, ecc) ed è normale; il razzismo più becero che gioisce senza alcuna vergogna per la morte di esseri umani.

E’ difficile per noi che abbiamo nel cuore e nel cervello un mondo diverso continuare a sognare e a resistere. Ma non abbiamo alternativa, anche perché non riusciremmo a non farlo.

Sul piano sindacale abbiamo di fronte alcuni nodi importanti, tra cui lo sciopero del 25 ottobre.

Si è molto parlato, nei mesi scorsi, di sciopero “rituale” e ormai stancante. È vero che dopo anni di presenza continua, di sacrifici, di lotte, trovarsi sempre punto e a capo possa dare sensazioni simili, soprattutto facendo riferimento ad un mondo, quello del sindacalismo cosiddetto di base, lacerato e diviso. E’ vero pure che lo sciopero negli ultimi anni è stato svilito con

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BajoPuente - Solidarietà Autogestita Usi-Cit

Solidarietà Autogestita Firenze e USI Careggi nell’ambito del progetto di solidarietà internazionale,  hanno approvato di contribuire, insieme ad altre realtà alla realizzazione del progetto Bajo Puente di Iztapalapa a Città del Messico.

BajoPuente è il nome dell’organizzazione che ha  occupato i sotto ponti di una superstrada, il Circuito Interior, nel quartiere metropoli di Iztapalapa (quasi 2 milioni di abitanti) una delle periferie storicamente più povere e violente di Città del Messico.  Attualmente sono una cinquantina le famiglie e persone sole, bambini, giovani e anziane, in più immigrati dalla provincia e da comunità indigene che vivono in completa autogestione e che sopravvivono in questi oscuri anfratti conquistati alla speculazione immobiliare. Dopo 9 anni di occupazione e resistenza vivono ancora senza diritto alla residenza, con tutti i problemi che ciò comporta. Gli occupanti sono esclusi dai servizi di base come luce e acqua. Come individui sono esclusi e discriminati in qualunque pratica la quale richieda un indirizzo di residenza.

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Solidarietà Autogestita - Toscana

RELAZIONE SOLIDARIETA' AUTOGESTITA - USI-CIT Firenze

La necessità di realizzare questo progetto nasce dalla volontà di riportare USI ad avere quel ruolo di protagonista in un contesto sociale, conflittuale ed alternativo nell’inferno della società attuale, espressione brutale del capitalismo. Nostro compito e dovere morale come Anarcosindacalisti è quello di trovare delle strategie per ribaltare questo sistema e neutralizzare la  forma contemporanea di schiavitù che sempre più si va delineando. Per noi è necessario cercare di sostenere quel diritto essenziale ed universale quale è la dignità umana. Quella dignità di ogni essere vivente oggi profondamente calpestata. Quelle che sono le nostre motivazioni, le quali ci hanno indotto ad intraprendere questo percorso le abbiamo spiegate ampiamente nel nostro comunicato quando approvammo di dare inizio a questo nostro progetto. Noi non vediamo né muri né confini che dividono gli uomini. Noi non vediamo né razze né nazionalità, ma soltanto uomini e donne i quali hanno subito e subiscono gli effetti del prodotto delle politiche brutali e devastanti dei governi.

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Comunicato USI-Sanità - 16/09/2019

DICIAMO NO! ALLA RIDUZIONE DEI DIRITTI ALLA “SACRA FAMIGLIA”


La direzione ISF ha tolto la maschera nell’ultima trattativa del 3/9/19 dichiarando chiaramente che se non ci sarà l’accordo sul contratto integrativo aziendale al ribasso, da gennaio 2020 a tutti i lavoratori ARIS sarà applicato il CCNL UNEBA.


E’ il solito ricatto che si ripropone, di cui sono responsabili quei sindacati che hanno permesso all’azienda prima di passare dal contratto della sanità pubblica a quello privato dell’Aris e poi di assumere altri dipendenti , facenti le stesse funzioni, con il contratto peggiorativo dell’Uneba per meglio dividere i lavoratori. Questi sono i risultati.

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16 settembre 2019 -Solidarietà ai precari delle scuole e dei nidi d'infanzia di Reggio Emilia

FACCIAMOLA FINITA CON IL PRECARIATO!

La sezione reggiana dell'Unione Sindacale Italiana (Usi-Cit) esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori delle scuole e dei nidi d'infanzia del Comune di Reggio Emilia in lotta, per l'ennesima volta, per stabilizzare il proprio posto di lavoro. Infatti da anni l'amministrazione comunale, invece che per regolare concorso, preferisce assumere parte delle collaboratrici e dei collaboratori attraverso le cosiddette «chiamate sui presenti» del Centro per l'Impiego, destinando al precariato centinaia di lavoratori di un servizio così essenziale per la comunità reggiana. Anche quest'anno su un totale di più di 500 lavoratori delle scuole e dei nidi d'infanzia del Comune di Reggio Emilia circa 150 persone saranno costrette al ricatto della precarietà e dell'incertezza.

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In memoria di Piero Scaramucci

L’Unione Sindacale Italiana si associa al cordoglio ai famigliari per la scomparsa di Piero Scaramucci.

L’USI riconosce in Scaramucci la figura che con pochi altri editorialisti ha più contribuito a far luce sulle trame che hanno portato alla strage di stato in Piazza Fontana e al successivo assassinio nella questura di Milano di Giuseppe Pinelli.

Vivrà nei nostri ricordi.

Unione Sindacale Italiana USI-CIT, 12 settembre 2019

6 agosto 2019 - Solidarietà a* compagn* dell'XM24

NON CI SONO POTERI BUONI
 
In un periodo in cui sempre meno sono i diritti dei lavoratori, in cui lo stato si rende complice di crimini gravissimi e se ne vanta pure, in cui fascismo, disumanità e razzismo sono diventati morale comune, gli spazi occupati restano tra le poche isole di resistenza e speranza.
Invitando tutti coloro che riescono a recarsi all'XM24, la segreteria Nazionale USI-CIT esprime la massima solidarietà alle compagne e ai compagni dell'XM24 che stanno resistendo allo sgombero deciso dal "democratico" comune di Bologna.
 
 
segreteria nazionale USI-CIT

Vertenza ICS Trieste

COMUNICATO

In quanto lavoratori e lavoratrici di ICS (Conosorzio Italiano di Solidarietà) iscritti al sindacato USI siamo sconcertati dalle dichiarazioni rilasciate da due assessori regionali riguardo la crisi occupazionale che sta colpendo l’accoglienza a Trieste, in cui si insinua che la responsabilità degli esuberi sarebbe di chi, come ICS, non partecipa ai bandi.

La responsabilità infatti è evidentemente politica: dipende dalle decisioni dell’attuale governo e ministero dell’interno e, conseguentemente, della prefettura e della regione. Sono questi infatti i soggetti istituzionali che intendono tagliare i fondi per l’accoglienza. Contrariamente a ciò che dicono i funzionari pubblici, partecipare ai bandi significherebbe accettare un numero di licenziamenti ben maggiore rispetto a quello annunciato da ICS nei giorni scorsi.

 

Usi-Cit Trieste

 

http://www.triesteprima.it/persone/ics-unione-sindacale-italiana/

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